Il presidente della Lega B Mauro Balata ai microfoni di Radio Kiss Kiss esprime la sua opinione sui protocolli anti COVID-19 e sulla rilevanza economica del calcio per il nostro paese.
Balata: “l’Italia contrasta intelligentemente il COVID-19”
Così il presidente sulle misure attuate dalla FIGC:
«Noi stiamo parlando di un’emergenza mondiale e mi pare di capire che rispetto ad altri importanti Paesi europei l’Italia abbia un modo di agire per contrastare questa terribile situazione derivata dal Covid estremamente intelligente.
Registriamo tutti un progressivo aumento della curva dei contagi, quel che posso dire visto che non ho competenze scientifiche è che bisogna agire con grande senso di responsabilità, equilibrio e rigore. Io ho invece una particolare sensibilità giuridica e ritengo che le norme vanno cambiate in condizione di serenità ed equilibrio. Noi delle norme già le abbiamo, dobbiamo applicarle con rigore.»
Il calcio, settore strategico per l’economia
Balata ha poi ribadito l’importanza del calcio nell’economia del paese:
«Bisogna tenere però conto che il calcio è un settore strategico dell’economia, garantisce molto posti di lavoro a tantissime famiglie sia direttamente che come indotto. Dobbiamo preservare questa economia e quegli sforzi enormi che, come ad esempio le nostre società in B, stanno facendo per preservare questo settore».
Balata: “la Serie B ha grandi società, molti la definiscono A2”
Il presidente ha anche parlato della notorietà della Serie B ed esprime la soddisfazione per aver portato a termine regolarmente la scorsa stagione:
«È un campionato caratterizzato da grandi società, da grandi nomi, tanto che si sente da più parti appellarci con il nome di A2. Con il campionato di Serie BKT abbiamo dimostrato che in fase di ripartenza siamo riusciti a portare avanti la nostra mission di terminare il campionato mantenendo inalterate le regole iniziali. Abbiamo entusiasmato gli spettatori che ci hanno premiato con ascolti record. Anche in condizioni difficili si può portare avanti il campionato, bisogna agire con grande rigore».
Quanto vale, economicamente, il calcio in Italia
Il comparto sportivo, artistico, di intrattenimento e divertimento occupa circa il 36% del gettito fiscale italiano, in questo macro-settore il calcio occupa il 70%. Oltre all’impatto diretto del mondo del calcio sulla finanza statale, si devono considerare le attività correlate, come ad esempio il contributo fiscale delle scommesse. La prevalenza del calcio sugli altri sport nel mondo del betting negli ultimi dieci anni è aumentato di quattro volte, con un gettito erariale pari a circa 211 milioni di euro.
Secondo i dati raccolti nel 2017-2018 grazie all’algoritmo “Social Return On Investment Model”, l’impatto socio-economico del calcio risulta di circa 3 miliardi di euro. I settori coinvolti in questa cifra sono quello economico (contributi diretti all’economia nazionale), sociale (come cifra generata dai benefici di attività calcistica), sanitaria (come risparmio di spesa sanitaria).
Negli ultimi 11 anni, l’ammontare della contribuzione fiscale e previdenziale del calcio professionistico italiano è stato pari a 11,4 miliardi di euro. Nello stesso periodo, i contributi erogati dal CONI alla FIGC sono stati pari a 749 milioni: significa lo Stato ha ottenuto un ritorno in termini fiscali e previdenziali pari a 15,2 euro per ogni euro “investito” dal governo italiano nel calcio.