Gianluca Esposito non poteva augurarsi un ritorno migliore sulla panchina della Gelbison. Dopo l’esonero di inizio stagione, il tecnico di Avellino ha ripreso in mano la formazione di Vallo della Lucania, in forte calo nella seconda parte di stagione, con l’obiettivo di assicurarsi la permanenza in categoria.
Chi è Gianluca Esposito, allenatore della Gelbison
Grazie all’esperienza positiva di Santa Maria, nell’estate del 2021 arriva per Esposito la chiamata della Gelbison, società intenta a lottare per un posto in Serie C. Il tecnico accetta la sfida e raggiunge l’obiettivo, conducendo i campani a una storica promozione nella terza serie professionistica italiana. Il complicato avvio della stagione seguente risulta, però, fatale, al punto da comportare l’inevitabile decisione del presidente Puglisi di sollevarlo dalla guida tecnica dei salernitani. È lo stesso patron dei cilentani a richiamarlo, qualche mese più tardi, dopo il pesante KO, in ottica salvezza, rimediato contro il Messina. Un’opportunità dal sapore di riscatto.
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L’intervista integrale
La nostra redazione ha avuto il piacere di intervistare l’allenatore dei rossoblù, chiamato a riprendere in mano le redini di una squadra in difficoltà.
Ritorno in panchina e subito vittoria. Nelle idee di Gianluca Esposito, l’obiettivo da qui alla fine resta quello di macinare punti per raggiungere la salvezza. Cosa ha detto ai ragazzi per motivarli?
«Gli ho fatto notare il valore della squadra, un valore alto. Per me si tratta di un gruppo di giocatori forti che devono tornare alla ricerca della vittoria senza accontentarsi. Contro il Monterosi Tuscia l’abbiamo fatto. Potevamo fare meglio, chiudendola prima, ma sono contentissimo della prestazione e della vittoria. Possiamo dimostrare di essere in grado di poter raggiungere l’obiettivo. Non dobbiamo pensare di essere inferiori a nessuno, bisogna giocare per vincere, essere propositivi in mezzo al campo e scrollarci di dosso quella paura che ci ha frenato nelle prestazioni delle ultime partite. I ragazzi sono stati bravi fin da subito, già dalla prima partita, a fare ciò che gli è stato chiesto, riuscendo con estrema bravura a portare a casa il risultato».
De Sanzo ha curato bene la fase difensiva della Gelbison. Lei, mister, crede di poter, in così poco tempo, riuscire ad inculcare la sua idea di calcio?
«Io e il mio staff lavoriamo per questo: la ricerca della vittoria. Perché un successo porta tre punti, gli stessi che si guadagnano ottenendo tre pareggi. Non sapremo dove riusciremo ad arrivare, ma l’idea deve essere la ricerca ossessiva della vittoria».
D’Agostino non figura tra i convocati da un po’ di tempo, come mai?
«D’Agostino si sta allenando tranquillamente, è un professionista. Quando riterremo opportuno, Bernardino sarà chiamato in causa. Non vi è nessun tipo di dualismo con Anatrella. Entrambi i portieri si stanno allenando col gruppo e sono a nostra completa disposizione».
La pesante vittoria di Viterbo, arrivata grazie alla rete di capitan Uliano, rigenera la squadra in vista del prosieguo del campionato. La rosa può vantare, inoltre, giocatori di qualità del calibro di Gilli, Fornito e Tumminello. Quanto affidamento sta facendo su di loro e chi la sta sorprendendo maggiormente?
«Io non parlo mai dei singoli. Per me la rosa è forte, lo è sempre stata, così come lo era a inizio campionato, l’ho sempre ritenuta tale. I ragazzi devono essere consapevoli della propria forza. Non ho mai avuto dubbi sulle capacità di questa squadra».