Altro giro, altra sconfitta per la Salernitana.
Granata su una giostra che ruota al buio, senza una via d’uscita apparente.
Alla 15esima giornata i granata si arrendono in casa anche al Bologna, padrone del gioco fin dal primo minuto.
Non sorprendono le scelte iniziali di Inzaghi: confermato il canovaccio tattico: 3-4-2-1 ma con Lovato e Legowski titolari. Rientra Dia.
Il trainer, orfano di Ochoa, per infortunio, decide di imbrigliare il 4-2-3-1 dei felsinei riproponendo il bomber senegalese con Candreva alle spalle di Ikwemesi. Ma l’approccio è da film horror, ospiti subito in vantaggio. Poi raddoppio regalato da un errato disimpegno di Lovato, che esce dal campo dopo la mezz’ora.
Rossoblu in fiducia e comando delle operazioni, granata che cambiano modulo con l’inserimento di Tchaouna. Si passa al 4-2-3-1, ma la musica non cambia.
Esce un evanescente ed ammonito Mazzocchi ad inizio ripresa, ecco Daniliuc. Giallo quasi immediato anche per il difensore austriaco, trovatosi a fronteggiare un complicato uno contro uno con avversario lanciato a rete in campo aperto. La Salernitana non reagisce, ritmi lenti e pubblico spazientito.
Inzaghi prova a suonare la carica ricorrendo a Simy e Maggiore al 64’: lasciano il terreno di gioco un poco più che volenteroso Ikwemesi e Legowski, apparso ancora acerbo per reggere l’urto di una mediana contro giocatori di buona qualità e capacità di posizionamento.
Il palo di Ferguson sveglia i padroni di casa, che con un tiro piazzato del redivivo Simy, ben servito da Candreva, accorcia le distanze.
A 10’ dalla fine dentro anche Kastanos, che riesce a farsi notare solo per un litigio con un dispettoso Saelemakers nel finale.
Pirola e Simy sfiorano un immeritato pari, per il restano al trainer restano solo le scuse pubbliche a tifoseria e società per una prestazione oggettivamente oscena sotto ogni punto di vista.
E’ notte fonda e si attende che qualcuno dall’alto ritrovi un briciolo di dignità e ci metta almeno la faccia.