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Iervolino incontra i giornalisti dalle 16: la diretta testuale della conferenza stampa | LIVE

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Il presidente della Salernitana, Danilo Iervolino, incontra i giornalisti su Zoom a partire dalle 16 di questo pomeriggio. A poche ore dall’annuncio del clamoroso ritorno di Nicola a due giorni dall’esonero, ecco la diretta testuale per seguire la conferenza stampa.

Salernitana, la conferenza di Iervolino | LIVE

Una scelta che ha del clamoroso. Un qualcosa che difficilmente accade, soprattutto in un calcio come quello di oggi: Danilo Iervolino ha fatto retromarcia e, a due giorni dall’esonero di Davide Nicola, ha deciso di richiamare il tecnico piemontese. La Salernitana, quindi, proseguirà con l’allenatore tanto criticato nell’ultimo periodo, ma che ha dimostrato più volte di saper uscire da situazioni complicate. Ecco le parole del patron granata.

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«Doveroso fare chiarezza laddove ci fosse bisogno di fare chiarezza. Ho preferito dare voce alla vostra voce qualificata anziché lasciarlo ai social. Tutti crediamo che questa squadra sia stata costruita bene, in questo momento c’è un po’ di fiacchezza e si vede. Abbiamo avuto tra di noi delle visioni, una visione convergente. Questa è una squadra che deve fare bene e aveva fatto bene, fino all’ultima giornata, persa 8-2, una partita con un’imbarcata fuori dal comune. La cosa che ha fatto venire a ognuno di noi che ci fosse qualcosa di grave era la non volontà di giocare a calcio. Non abbiamo fatto un gioco duro, una disfatta, c’era la mancanza di percezione del pericolo. Allora ho pensato di cambiare».

«Hanno detto che nel frattempo non abbiamo trovato un allenatore per il cambio tecnico. Si sono offerti a noi circa un centinaio di allenatori, da ogni parte del globo. Abbiamo stilato un identikit in base alle nostre esigenze e, io e il direttore sportivo, abbiamo iniziato dei colloqui, come è giusto che faccia una squadra di calcio. Volevamo una scelta sedimentata. Ieri è successa una cosa unica, forse, nel calcio. Ma di questo c’è da andare fieri, non da vergognarsi. Ci siamo sentiti io e il mister, tramite il DS. Il mister voleva parlarmi e voleva tornare immediatamente ad allenare. Il messaggio mi è stato portato dal direttore sportivo, che ha speso mille parole positive per il mister».

«Il mister mi ha detto delle cose importanti sulla città, su di lui, sugli errori commessi. Questa cosa si poteva gestire solo così: arrivando ad un grande chiarimento solo dopo un taglio netto. Le sue parole mi hanno colpito molto e per il bene della società, dei calciatori, di tutto, è giusto che – anche per tutto ciò che ha fatto – il mister abbia un’altra chance».

«Il ruolo dei giocatori in questa vicenda? La squadra è stata sentita. La squadra deve essere allenata. Mi faceva piacere sentire da loro alcune riflessione. Il calcio deve evolversi anche su delle sensibilità differenti, anche tramite scelte che possono sembrare impopolari. Credo che Nicola sia l’allenatore giusto per la Salernitana. Deve ritrovare l’energia, il coraggio. Solo lui può ritrovarli in sé stesso».

«Il cambiamento che mi aspetto sul campo? I risultati devono essere letti anche in comparazione su quanto fanno le altre squadre. Bisogna sempre comprendere e fare una comparazione tra i risultati e i risultati delle dirette concorrenti. Ad oggi siamo a nove punti di distacco dalla terzultima. Giochiamo contro il Napoli, una delle migliori squadre d’Europa. Poi abbiamo il Lecce e poi la Juve. Solo dopo il calendario diventerà più ragionevole e tranquillo».

«Il progetto non ha subito un rallentamento. Va avanti e Nicola ha riacquisito la fiducia. Dopo la sfiducia ha chiesto a gran voce di riavere fiducia, l’ha chiesta con un impegno e un amore ancora maggiore. Mi aspetto tanto da lui, come è giusto che sia. Mi ha chiesto un atto di fede e di coraggio, di riconoscenza. Io gliel’ho dato. Dal punto di vista della classifica e delle ambizioni, una squadra che ha fatto un punto in quattro gare, naturalmente debba cominciare a vedere con concretezza quello che è l’obiettivo primario. L’obiettivo minimo è quello della permanenza in Serie A: è dal primo giorno di presidenza che mi impegno a dare costante permanenza. Il secondo obiettivo è quello di sopravvanzare in classifica, valorizzando i giovani e rendendo la Salernitana una squadra sorprendente su ogni campo. Ad oggi dobbiamo essere realisti, ma in quel momento pensavo di dare energia e una spinta alla squadra che anche in termini di personalità doveva crescere. Tornando indietro non so se lo rifarei, l’unico modo per saperlo è a posteriori con i risultati. Pensiamo alla salvezza e a dare a Salerno quella giusta dignità calcistica che merita».

«Con Sabatini ho un ottimo rapporto. C’era dietro qualche altra cosa, vivevo un momento difficile, solo lui lo sapeva. I tempi non sono stati favorevoli. Ma io e lui subito dopo ci siamo sentiti e abbiamo stemperato. Il rapporto con Sabatini è un rapporto autentico e straordinario. È una leggenda del calcio e lo resterà a vita. Avendo colto una salvezza storica, i salernitani sono legati alla figura di Sabatini, ma lo diventeranno anche con De Sanctis e con la figura che verrà dopo De Sanctis. Succede con le squadre vincenti».

«Devo difendere De Sanctis. Ce la mette tutta. Tantissimi calciatori hanno sofferto i primi mesi nel campionato italiano. Ricordiamo che Lovato e Pirola sono nel giro delle nazionali under. La squadra fino a quattro partite fa era formidabile. De Sanctis gode della mia fiducia, i suoi investimenti ripagheranno. Non facciamo l’errore del capro espiatorio. La Salernitana è l’unica squadra che ha nella figura del DS uno spauracchio. La squadra la fa il presidente, il direttore sportivo suggerisce. Se c’è qualcosa che non è andata è colpa mia. La squadra è stata costruita sul modulo di Nicola, per Nicola. Forse potevamo fare meglio, ma in classifica non siamo messi male. Alcune posizioni becere, aggressive, da parte di alcuni tifosi sui social non vanno bene».

«La squadra è scarica mentalmente e fisicamente, perdiamo tutti i duelli. Esprime un gioco raffazzonato. Nelle ultime due-tre gare è stato così. Dobbiamo ritrovarci nel gioco di Nicola, un gioco aggressivo e di copertura. Non dobbiamo prendere un’altra imbarcata».

«I social fanno male, sono degli alimentatori di disturbatori. Se ci fosse stato un altro allenatore sarebbe arrivato subito. Abbiamo fatto delle selezioni, si sono proposti nomi anche importantissimi. Spesso i giornalisti sbagliano, sia per quanto riguarda gli allenatori che per quanto riguarda i giocatori. Alcuni nomi proposti sui giornali non erano presi in considerazione. Non bisogna dare false notizie e aspettative».

«Ad oggi ho messo 47 milioni di equity all’interno della società. Dire che ho richiamato Nicola per non spendere di più è quasi ridicolo. La scelta non è stata fatta per questo, ho già spiegato i motivi. Stiamo lavorando per rimettere a posto un equilibrio interno. Vogliamo dare intensità agli allenamenti e alimentare il furore agonistico e l’attenzione alla fase difensiva, cercando ancora di più il gol in fase offensiva. Mi auguro di poter vedere una bella Salernitana nelle prossime partite».

«La squadra mi prende il cuore. Mi dispiace per i tifosi, che sono disorientati e confusi. Forse leggendo le mie parole saranno meno disorientati e confusi. Prima ancora di una società e una squadra, ci sono storie di uomini. Credo nei grandi eventi dell’umanità: le grandi cose vengono dagli uomini. Richiedere immediatamente la fiducia, riprendere con energia, fare mea culpa, fare a pugni per riavere quello che ti è stato tolto è il carattere giusto per fare bene. Il mio pensiero è limpido, non ha retorica o secondi fini. Potrò anche sbagliarmi, ma se non avessi fatto certe scelte la Salernitana non starebbe giocando in Serie A. Mi auguro che i tifosi potranno essere contenti e felici e non disorientati e confusi».

«I contratti con i calciatori non si possono risolvere per un’anomalia del sistema. Se si potesse fare allora si potrebbero fare altre scelte. Ma queste scelte non possono essere fatte. I giocatori sono i primi responsabili. Da loro mi aspetto molto di più già dalla prossima partita».

«Il comunicato arrivato subito? È arrivato per l’imbarcata, per l’8-2. Non deve capitare mai più. Non siamo una squadra costruita per subire un’imbarcata del genere. Non dobbiamo permettere a nessuna squadra, che sia il Real Madrid o qualsiasi altra, di dare un’imbarcata alla Salernitana».

«Gli allenatori sono identikit tutti diversi gli uni dagli altri. Li ho visti tutti forti, ma in maniere diverse. L’allenatore è un leader che interpreta il suo pensiero, la sua strategia. Nicola, ad oggi, è sempre quello che può dare di più a questa Salernitana. Comunque non è un dramma quando qualcuno sostituisce un grande professionista e ne vuole prendere un altro, stiamo parlando del calcio. Mi hanno detto che sono poco decisionista, poi troppo decisionista, poi alcuni hanno detto che prendo le decisioni da solo, o ancora che mi faccio influenzare da altri. L’importante è che non si sfoci nell’illegalità e nella violenza. Quelle cose fanno male».

«Salernitana-Napoli è decisamente la mia partita del cuore. La squadra che macina il gioco più bello d’Europa contro la Salernitana, che non vuole essere seconda a nessuno. Sarà un gran bello spettacolo. Mi auguro ci sarà sintonia tra tutti noi, la squadra e i tifosi».

«Questa è una squadra forte. Deve essere valorizzata. C’è qualche giocatore che non ha fatto uno scatto di personalità. Dobbiamo avere un identikit di un giocatore che possa immediatamente rinforzare la rosa e non fare il gregario. Se dobbiamo prendere qualcuno lo dobbiamo prendere pronto a scendere in campo. Caviglia e Ochoa sono due gioielli nei rispettivi ruoli. Dobbiamo continuare così sul mercato».

Fine conferenza.

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