La Salernitana 1998-1999 vince la Machenessanos’s Cup, torneo social organizzato dalla pagina Facebook Serie A – Operazione Nostalgia per eleggere l’undici più amato del passato.
Salernitana Operazione Nostalgia: parola ai campioni 98-99
La vittoria della Machenessano’s Cup è stata seguitissima sui social dai componenti della Salernitana 1998-1999. Abbiamo contattato alcuni protagonisti di quella squadra: il portiere Daniele Balli, il terzino Vittorio Tosto, il difensore centrale Luca Fusco ed il trequartista Ighli Vannucchi. Gli abbiamo chiesto quanto li rendesse orgogliosi, a distanza di vent’anni, far parte della storia del club e cosa ne pensassero del fatto che la Salernitana è definita “una squadra da Serie B“, dato che non ha avuto un passato glorioso al pari di altre squadre.
Tosto: “I tifosi sono unici, così come la Salernitana 1998-1999”
«Fa piacere vincere, anche se è solo un gioco. Dimostra ancora una volta l’attaccamento dei tifosi della Salernitana. Sono unici, così come il momento che abbiamo vissuto con quella squadra. Una piazza come Salerno merita di rivivere altre esperienze come il ritorno in Serie A e di restarci, perché ne ha tutto il potenziale».
Fusco: “La Salernitana merita di essere stabilmente in Serie A”
«Non si dimenticano anni fantastici come quello della promozione e l’anno in Serie A, siamo retrocessi immeritatamente. Era un gruppo fantastico ed una squadra fortissima anche se giovane. Sono orgoglioso di aver fatto parte della Salernitana ed in particolare di quella squadra. A maggior ragione perché feci più presenze di tutti e sono salernitano. La Salernitana come piazza, passione e tifoseria merita come minimo la Serie B, ma dovremmo essere stabilmente in Serie A».
Balli: “È una gratificazione per gli sforzi fatti quell’anno”
«Questa vittoria soprattutto mi fa sentire gratificato per i grandi sforzi fatti. È un peccato che ancora non hanno portato stabilmente una città a gioire dove merita cioè fra A ed Europa».
Vannucchi: “Il mio legame con Salerno non finirà mai”
«Tutto si è fermato a quel goal contro il Vicenza, ma si è evoluto nel tempo, la passione è contagiosa e chi vive di questo viene attratto ed è inevitabile che il mio legame con Salerno non finirà mai e andrà sopra ogni altra cosa. Abbiamo un legame viscerale che non finirà mai. Non ho ancora ben capito la situazione di conflitto nata ma credo che entrambi le parti debbano fare un passo indietro per farne uno in avanti insieme in unione d’intenti. I conflitti portano solo malumori e sensazioni di tensioni e negatività che non fanno vivere nessuno bene. La Salernitana è una piazza incredibile per la passione con cui si vive il calcio ed è un peccato non poter vivere questa passione legati in un unico obiettivo».
Nelle prossime ore, inoltre, seguiranno altri amarcord ed aggiornamenti su questo nostalgico riconoscimento.