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La voce dei tifosi: 47 giorni senza Salernitana, gli umori dei supporter

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Cresce l’attesa dei tifosi della Salernitana, e non solo, per il ritorno in campo dopo lo stop del 9 marzo scorso. Ecco gli umori e i pareri dei supporter granata.

Quarantasette giorni senza Salernitana, gli umori e i pareri dei tifosi

Per la prima volta, in epoca contemporanea, il calcio italiano, e poi quello europeo, ha subito un brusco stop. Un avvenimento che non accadeva dal 1915, quando l’Italia entrò in guerra contro l’Austria e l’Ungheria e gli ex alleati della Triplice Intesa. A quell’epoca, il Genoa era in lizza per vincere il settimo scudetto della sua storia dopo ben dieci anni di digiuno. Un’epoca contrassegnata dai primi successi del Milan, della Juventus e dell’Inter, nonché della grande Pro Vercelli, e terminata con lo storico successo del Casale del 1914. Dopo 4 anni di stop forzato, lo scudetto al “Grifone” fu assegnato nel 1919, proprio mentre a Salerno, una cordata capeggiata da Matteo Schiavone, fondava l’Unione Sportiva Salernitana a seguito di un’assemblea tra soci tenutasi a Corso Umberto I n. 67. Altri tempi ed altro calcio, direbbe qualcuno, ma che già lasciava dietro di sé la grande ondata di passione dei tifosi di tutta Italia… e non solo. 

Oggi, invece, ci si trova di fronte ad una pandemia di livello globale che, gioco forza, “ha portato in dote” lo stop temporaneo di tutte le manifestazioni sportive. La sensazione è che, se tutto andrà per il meglio, i campionati riprenderanno nel mese di giugno, ma rigorosamente a porte chiuse. Una vera e propria “mazzata” tra capo e collo dei tifosi, che si sono visti “scippare”, seppur temporaneamente (e giustamente), la passione di una vita all’improvviso. Difficile, infatti, pensare ad un regolare svolgimento delle gare in questo delicato momento, con il cosiddetto “cuore pulsante” dei tifosi impossibilitato ad incitare i propri beniamini sul campo. “The show must go on”, in pratica, ma senza una componente, una di quelle fondamentali: il pubblico del gioco più praticato e seguito dagli italiani. Per saggiare l’umore dei tifosi, abbiamo chiesto un parere ad alcuni di loro.

Il primo parere è quello del supporter Adriano De Falco, che asserisce:

«La Salernitana manca come l’aria che respiriamo. Lo stop, paradossalmente, ci ha consentito di poter recuperare Lombardi e Djuric, anche se, con questo clima di incertezza che aleggia, non sappiamo se il campionato riprenderà. In questo momento, occorre prima risolvere la problematica virus, che continua a condizionare le nostre vite. A mio parere, la cosa migliore sarebbe sospendere definitivamente il campionato, consentendo solo al Benevento di partecipare al prossimo campionato di Serie A per evidenti meriti sportivi. Un calcio senza tifosi sugli spalti non ha motivo di proseguire».

Parere molto simile a quello di un altro super tifoso come Vittorio Romano:

«la mia idea è che i campionati non debbano continuare per il semplice fatto che la salute viene prima di tutto. Non avrebbe senso far continuare una stagione interrotta un mese e mezzo fa perché, secondo il mio modesto parere, sarebbe tutto falsato. Da ciò che filtra, comunque, pare che si riprenderà perché altrimenti i club perderebbero molti incassi e rischierebbero il fallimento. Per quanto riguarda la Salernitana c’è poco da dire, mi manca in ogni suo aspetto. Mi mancano i prepartita, la Curva Sud, il suono della sveglia a notte fonda prima di una trasferta… mi manca tutto. Ma sono sicuro che quando torneremo sarà tutto più bello. L’astinenza forzata ci terrà ancora più uniti».

Dulcis in fundo, il parere dell’appassionato sostenitore Antonio Di Filippo:

«La Salernitana è parte della nostra vita, inutile negarlo. L’ idea che ne abbiamo, e il sogno che ne custodiamo, illumina e conserva i nostri momenti, le nostre responsabilità, la nostra quotidianità. Accade anche adesso, pur nel vuoto che lascia e che intristisce il cuore. Succede, però, però che ne avverti comunque la presenza. Sai che tornerà’, e la sua idea ti aiuta nella lotta alla sopravvivenza economica, sociale ed in primo luogo affettiva che ognuno di noi cerca lotta per conseguire. Tornerà, torneremo, e sara’ bellissimo. D’altronde conoscete un altro posto al mondo dove, nonostante la calca di migliaia di persone, ognuno riesce ad isolarsi completamente nelle sue speranze , nelle sue scaramanzie e nel suo amore che nulla chiede? Esiste altro posto dove si può stare stretti ed isolati insieme?».

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Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino
Lino Grimaldi Avino, giornalista, editore e scrittore. Ha lavorato presso Le Cronache, TuttoSalernitana, Granatissimi e SalernoinWeb ed è direttore di SalernoSport24. Alla radio ha lavorato presso Radio Alfa e RCS75 e attualmente è corrispondete di Radio Punto Nuovo per lo Sport salernitano. Ha pubblicato due libri: Angusti Corridoi (2012) con la casa editrice Ripostes, e La vita allo specchio - Introspettiva (2020) con la Saggese Editori, con prefazione dello scrittore Amleto de Silva.
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