A pochi giorni dalla partita con la Salernitana, il Frosinone ha presentato il nuovo tecnico, Paolo Bianco, tramite conferenza stampa. Ecco le parole del neo-tecnico ciociaro, accompagnato dal Direttore Sportivo Guido Angelozzi.
Salernitana-Frosinone, la presentazione di Bianco
Angelozzi: «Volevo ringraziare mister Greco per il lavoro svolto e gli auguro un in bocca al lupo. Non mi è mai capitato di cambiare tre allenatori in una stagione, ma c’è sempre una prima volta. Con Bianco abbiamo già lavorato insieme a Sassuolo, ho completa fiducia in lui e nel suo operato. Appena l’ho chiamato, non ha esitato a venire. Cerchiamo di salvare questa squadra. Le conferenze stampa pre-partita, a partire da settimana prossima, non ci saranno più. Non c’è un motivo preciso: penseremo meno a parlare e di più a fare i fatti».
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Bianco: «Volevo innanzitutto ringraziare la società per questa opportunità, che per me è molto importante per vari motivi. Sarebbe preoccupante se la squadra non avesse fame. È una squadra giovane e piena di giocatori stranieri che vanno aiutati. Il lavoro deve essere fatto sulla testa e dobbiamo avere sempre qualcosa in più da loro. Sta a noi e allo staff tirare fuori il meglio da loro, sono giocatori che hanno avuto trascorsi importanti in Serie A e non è possibile che non abbiano le qualità per venire fuori da questa situazione. Se non credessi nel progetto e nel Direttore, non sarei qua. La squadra ha delle qualità e la dirigenza è composta da persone giuste. Ciò mi ha motivato ad accettare l’offerta».
«Bisogna lavorare molto sul dettaglio per far sì che l’inerzia del dettaglio passi a nostro vantaggio. Questa è una bella sfida, ma non impossibile, per me è fattibile. Il tutto deve ruotare attorno alle prestazioni perché il risultato è determinato dalle prestazioni».
Angelozzi: «Szyminski non gioca perché non sta bene. Non è stato convocato da nessun allenatore perché non è in grado di giocare. Era un giocatore che doveva partire quest’estate, ma alla fine è rimasto. Se non ha giocato fino adesso è perché o non meritava, oppure non era disponibile. Il ragazzo ha avuto problemi pure nella sua esperienza a Reggio Emilia, ma se non può giocare che possiamo farci? Sarà l’allenatore a valutare la sua disponibilità, così come pure per Kalaj. Ha pure rifiutato un’offerta dalla Polonia per l’infortunio, chi sta meglio gioca».
Bianco: «Per quanto riguarda la conoscenza dell’organico il tempo è poco. A livello mentale mi aiuterà Magrini, ma più che il modulo, sarà il giusto atteggiamento a fare la differenza. Indipendentemente da come viene messa in campo la squadra, se si sta bene di testa ce la si può giocare con tutti. A Bari la squadra ha giocato alla pari con l’avversario e penso che quella prestazione possa essere un punto di partenza importante».
«De Zerbi e Allegri sono due allenatore agli antipodi, ma sono entrambi dei grandissimi che mi hanno permesso di completarmi. Se a livello di gioco Roberto è un grande, a livello gestionale Max è il numero uno al mondo, ma io devo essere me stesso ed è il carattere a fare la differenza in questi casi».
Angelozzi: «È normale che la gente sia sfiduciata. Il primo ad essere arrabbiato è il presidente, così come anche i tifosi hanno il diritto di esserlo. La responsabilità di questa situazione è mia, ma insieme al presidente stiamo cercando di risolverla. La situazione è questa, dobbiamo lavorare, abbiamo dato la patata bollente a mister Bianco e speriamo di invertire la rotta, perché è da inizio anno che le cose vanno storte. Non voglio parlare di sfortuna, ma la situazione degli infortuni è stata troppo importante. Domenica scorsa, i tifosi ci sono stati vicini nonostante un primo tempo inguardabile. Io dico le cose come stanno, stiamo cercando di cambiare. La squadra è andata in ritiro non per punizione, ma per aiutarli a conoscere meglio il nuovo allenatore. Stiamo facendo il possibile e il presidente si sta sbattendo, mettendoci anima, corpo e passione, perché preoccupato per la situazione. Alla fine tireremo le somme, sono cose che nel calcio possono succedere».
Bianco: «Quando si creano poche chance e si segna poco non è colpa solo degli attaccanti, ma di tutta la squadra. Si attacca in 11 e si difende in 11, pertanto si dovrà lavorare molto sull’occupazione degli spazi in campo. Bisogna riempire l’area, attaccare meglio gli spazi e creare le opportunità per avere più occasioni da gol possibile».
«Non c’è tempo per lavorare, dobbiamo mettere in condizione i ragazzi di sfruttare le loro caratteristiche. Sarebbe un peccato non riuscirci, i moduli dobbiamo metterli da parte».
«I cavalli si vedono alla fine. È inutile prendere in giro i tifosi dicendo sempre le stesse cose nei pre-partita. In me il Frosinone ha trovato un tifoso in più, le strutture qui sono all’avanguardia e voglio regalare una gioia al presidente e al direttore Angelozzi».
«Non posso tenere conto di ciò che è stato nelle gestioni passate. Noi dobbiamo fare punti sia in casa che fuori, altrimenti non ci salviamo. Dobbiamo pensare di partita in partita a partire da Salerno. La mia testa è improntata lì, ma noi dobbiamo fare punti ovunque».
«La squadra non può trovarsi in una situazione positiva se cambi tre allenatori. I giocatori hanno bisogno di adattarsi per capire chi hanno di fronte. Dobbiamo aiutarli nella conoscenza, lavorare molto sulla testa perché la rosa è molto giovane».
«Purtroppo i social condizionano anche le persone non suggestionabili come lo è il presidente. Non ho tempo per leggere i messaggi sui social, anche perché non li utilizzo molto, mi dispiace perché i tifosi non mi conoscono. Io sono qui per lavorare».